Mauro's profileFollie GratuitePhotosBlogListsMore ![]() | Help |
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Follie GratuiteL'introspettiva retrospettiva storia del del mondo vista dall'occhio curioso di un folle. December 11 QUANDO IL GIOCO SI FA DURO...i duri cominciano a giocare!Sull'Espresso di qualche settimana fa c'era un articoletto che spiega che recentemente il Parlamento ha votato all'UNANIMITA' e senza astenuti (ma và?!) un aumento di stipendio per i parlamentari pari a circa Euro 1.135,00 al mese. Inoltre la mozione é stata camuffata in modo tale da non risultare nei verbali ufficiali.
STIPENDIO: Euro 19.150,00 AL MESE; STIPENDIO BASE: circa Euro 9.980,00 al mese; PORTABORSE: circa Euro 4.030,00 al mese (generalmente parente o familiare); RIMBORSO SPESE AFFITTO: circa Euro 2.900,00 al mese; INDENNITA' DI CARICA: (da Euro 335,00 circa a Euro 6.455,00); TUTTI ESENTI DA TASSE +
TELEFONO CELLULARE: gratis;
TESSERA DEL CINEMA: gratis; TESSERA TEATRO: gratis; TESSERA AUTOBUS - METROPOLITANA: gratis; FRANCOBOLLI: gratis; VIAGGI AEREO NAZIONALI: gratis; CIRCOLAZIONE AUTOSTRADE: gratis; PISCINE E PALESTRE: gratis; FS: gratis; AEREO DI STATO: gratis; AMBASCIATE: gratis; CLINICHE: gratis; ASSICURAZIONE INFORTUNI: gratis; ASSICURAZIONE MORTE: gratis; AUTO BLU CON AUTISTA: gratis; RISTORANTE: gratis (nel 1999 hanno mangiato e bevuto gratis per Euro 1.472.000,00).
INOLTRE: Intascano uno stipendio e hanno diritto alla pensione dopo 35 mesi in parlamento mentre obbligano i cittadini a 35 anni di contributi ( per ora!!!);
Circa Euro 103.000,00 li incassano con il rimborso spese elettorali (in violazione alla legge sul finanziamento ai partiti), più i privilegi per quelli che sono stati Presidenti della Repubblica, del Senato o della Camera.
(Es: la sig.ra Pivetti ha a disposizione e gratis un ufficio, una segretaria, l'auto blu ed una scorta sempre al suo servizio); La classe politica ha causato al paese un danno di 1 MILIARDO e 255 MILIONI di EURO. La sola camera dei deputati costa al cittadino Euro 2.215,00 al MINUTO !!
Che si fa allora? Chiamiamo la disinfestazione per liberare il paese da blatte simili, oppure aspettiamo, tutti rincoglioniti da questo pseudobenessere inculcato ad hoc dalla "casta" mediatica, che la classe politica si impossessi anche della nostra dignità di uomini "liberi"???
Chissà se ora anche io sarò bollato come "sovversivo", "comunista", oppure semplicemente folle. Buona la terza, ma per le altre due che mi dite?
November 05 UN PO' DI FOLLIA: Barak Obama, il "benedetto da Dio" l'ultimo presidente?![]() Ci siamo. Il 44mo presidente degli Stati uniti d'America è Barak Obama.
Curioso sapere che quest'uomo cresciuto dal nulla porta come nome la traduzione letterale "Benedetto da Dio." Benedetto, benedetto...
L'alta carica suprema degli stati Uniti, l'uomo più potente della Terra per la prima volta è un uomo di colore. Una sorta di Papa, un PAPA NERO. Questo recitano le centurie di Nostradamus. Che egli possa davvero passeggiare su una città ridotta in cenere su una montagna di cadaveri prima di essere portato in Esilio come asseriva Michel de Notre Dame?
Deliri certamente, ma in una coincidenza spaventosa con l'assassinio ai danni di milioni di azionisti e risparmiatori della Lehman brothers e di tutto il sistema bancario internazionale. L'insediamento al Vaticano nero (la casa Bianca... bianco e nero) è stato consacrato da una tragedia di simbolici cadaveri come potrebbero essere i cittadini medi.
Oppure le centurie potrebbe ro interpretarsi come un possibile futuro attentato ai danni del Papa Nero da parte di una collettività WASP (protestanti estremisti suprematisti della razza bianca come i Bush) che sarà costretto a camminare in senso letterale su macerie e cadaveri, scatenando come rappresaglia una guerra mondiale nucleare? Speriamo davvero di delirare.
Il benedetto da Dio, come significa letteralmente il suo nome Barak Obama, è stato consacrato con una tragedia bancaria di proporzioni epiche... un Papa maledetto davvero, e uso il termine Papa non solo per assicurare il giusto vanto al Nostradamus, il quale potrebbe anche essere stato obbediente ad un rito premassonico che, protratto per secoli, sarebbe stato tramandato fino alle orecchie di Obama (si mormora infatti la sua iscrizione alla massoneria. Non si diventa presidenti USA se non si è massoni del resto. Lo sono stati tutti finora); e come si sa, per molti la massoneria è il culto nero opposto alla Chiesa cristiana.
Nel culto protestante, l'autorità suprema venne chiamata in origine POPE... Papa!!!
Coincidenze molto strane certamente, ma vedremo se questa tesi sarà smentita dal risanamento e da promesse di vita migliore sotto un suo unico governo mondiale, il che sarebbe male comunque, anche perchè dimostrerebbe di essere lui "Il grande ingannatore", il Papa nero.
Se finora di grande ingannatore c'era solo l'onnipresente Silvio, ora avrebbe un serio concorrente. MA del resto Berlusconi Su Italia Uno (un suo canale) Ha già esordito con un: "io essendo più anziano di lui gli darò qualche consiglio."... e te vojo vede!!!
Un abbraccione a tutti. Ditemi che deliro vi prego, perchè se così non fosse credi che siamo davvero tutti nei cazzi. Au revoir.
November 03 GIORNALISTI GIORNALAI: quando il giornalismo diventa un’opinione.![]() Quando scrivere per mestiere rasenta il ridicolo, come in un trafiletto alla sezione attualità a pagina 10 del settimanale “si o no” del 10 ottobre scorso, in occasione di un sinistro da parte di una Ferrari 512 tr all’inaugurazione della rotonda intitolata ad “ENZO FERRARI” il 5 ottobre ad opera dell’attiva Scuderia Ferrari club San Martino di bareggio. Il sedicente “giornalista” – se così si può definire- tramite il suo articolo ha voluto senza ombra di dubbio rivolgersi ad un pubblico oserei dire “da strada”, anziché alla folta schiera di lettori abituali che da un giornale si aspetterebbero notizie al posto di opinioni sconclusionate tratte dalla propria voglia di emergere in uno “slang” metropolitano. Il tutto lascia trasparire una sua certa scorrettezza nell’alimentazione se è vero il detto di scrivere come si mangia; al riguardo infatti l’autore del trafiletto avrebbe palesemente bisogno di un buon dietologo. Cominciamo col dire che la scrittura lascia ampie vedute a colui che è incaricato per passione, lavoro o altro, ad imprimere su carta le notizie, talvolta condite con un sottovelo di ironia certo, ma quello che si è letto è a dir poco improponibile per quello che è realmente il giornalismo tradizionale, non solo dall’uso improprio della punteggiatura, ma anche da una forma psicotica nell’impostazione dei periodi stessi. La notizia nuda e cruda dovrebbe consistere nella perdita del controllo di una delle Ferrari esposte alla manifestazione, probabilmente dovuta all’inesperienza unita alla voglia di sfogo del proprio driver, e il suo successivo schianto. Effettivamente è stato un brutto incidente, non tanto per la macchina in se stessa, quanto invece per le possibili conseguenze che avrebbe potuto causare a terzi il suo rimbalzare contro un palo. La vettura infatti, nel pieno di una sgasata ed un cambio di marcia piuttosto brioso in piena rotonda, ha subito una perdita di aderenza posteriore e un successivo pericoloso effetto “pendolo” che l’ha portata ad arrestare la sua corsa contro il palo della luce. Fortunatamente il conducente è rimasto illeso, ma la paura è stata tanta, specialmente perché durante la carambola la vettura priva di controllo fuorché quello scombinato dettato dall’inerzia avrebbe potuto travolgere qualcuno. Questa è la notizia (se così la si voglia definire, vista l’eclatanza della stessa…) Quello che il giornalista d’assalto non dice però, oltre alla nemmeno troppo celata antipatia per le vetture del Cavallino Rampante per chissà quale motivo, è che la folla estasiata dallo spettacolo si impegnava prontamente a fare razzia di qualsiasi pezzo sparso per la strada perso dalla Ferrari per via dell’urto. Non ci sarebbe da stupirsi se nello stormo di avvoltoi si fosse annoverato anche lui, mentre nell’ombra si accaparrava qualche fanale o spoiler spaccato. Ribadisco la sua palese antipatia per le vetture del Cavallino in merito alla quale ha deciso di intitolare il suo “Pezzo” Mito e mitomani, come se di tutta l’erba un fascio i possessori Ferrari fossero tutti degli incoscienti esaltati. Ma fosse solo questo, l’autore ha deciso di proseguire così: “Geniale. Voleva fare il figo, voleva far capire a tutti che cosa è una Ferrari e chi è chi la doma.” “Fare il figo…” Mi chiedo ora chi possa essere così presuntuoso da definire giornalismo un esordio del genere. Un vero giornalista come il defunto Gianfranco Funari avrebbe detto piuttosto essere opera di un “giornalaio” se si considera -a torto peraltro- l’archetipo del trasandato e corpulento uomo che alle cinque del mattino si sveglia per vendere senza pretese le riviste. Sicuramente stando così a contatto con la carta stampata anche il classico giornalaio costruito nel nostro immaginario collettivo avrebbe capito che non sarebbe stato il caso. Cosa ancora peggiore di questo genio letterario che viene sfornato oggigiorno dal sistema grossolano e materialistico dalle moderne facoltà di comunicazione, è che anche il direttore responsabile della rivista approvi una forma di divulgazione così grezza e ruvida, nonché priva di senso alcuno; Che anche lui possa essere un prodotto forgiato ad HOC dalle facoltà sopraccitate, le quali inculcano le menti a conoscere tutto del giornalismo, ma a non essere indottrinate alla scrittura? Doveroso dire anche che chi possiede una Ferrari per la maggior parte dei casi non è un domatore, ma un appassionato intenditore di arte in movimento; del resto de gustibus… Continuando a ridere fra le righe del trafiletto, si può leggere: “…andava a schiantarsi contro un lampione. Bene. Se passava uno in bici o in scooter era morto. Se sul marciapiede c’era qualcuno, uomo, donna, bambino, anziano, era morto. Fortunatamente, invece, neanche il ferrarista si è fatto un graffio.” Un odio viscerale per la “casta” tanto additata come abbiente e capitalista (non essendo nemmeno a conoscenza che possedere una Ferrari non è nemmeno troppo proibitivo) sfociante nella fulgida morale paternalistica della mancata perdita di vita del conducente della Rossa, il quale sicuramente non appena letto l’articolo sarà rimasto allibito. Per quanto la forma comunicativa della frase sia egregiamente enfatizzata, da quando in qua un pubblicista si prende la briga di perdersi in una pausa riflessiva fra due periodi usando un “bene” di circostanza, quando fino ad allora ha ferocemente criticato la condotta civile del proprietario con uno spiccato accento di terrore; è illogico esordire in mezzo a due tragici periodi con un “bene. Dove il primo descrive uno schianto contro un lampione, e nel secondo la possibilità di morte da parte di un pubblico innocente. Che sia semplice circostanza o uno spauracchio? Per non parlare poi della scarsa importanza attribuita alla vita umana nel quale definisce i “terzi”, le potenziali vere vittime a suo dire, con un freddissimo “uno”; se passava UNO… Un distaccamento della personalità altrui mica male questo togliere di valore alla vita di una persona presa nel singolo come il lettore, il quale anche lui se avesse partecipato all’evento avrebbe potuto essere racchiuso nell’ala protettiva delle vittime del Mostro in Ferrari da parte del giornalistagiornlalaio. A questo proposito inoltre aggiungo che nel terzo periodo, nel quale il Genio prosegue la sua retorica morale alimentando l’alone di morte da parte dei passanti incolpando implicitamente il ferrarista, e descrivendo tutte le categorie umane come se fosse Darwin e la sua evoluzione della specie, conclude proprio con un “fortunatamente il criminale ferrarista che meritava lui di perdere la vita…”, certo, perché è proprio questo il senso che lasciano trasparire le sue parole ad un ignaro lettore. Un messaggio ambiguo e ambivalente da parte di un’alta carica giudiziaria al pari col Divino; solo lui –in teoria- eserciterebbe il parere supremo sul diritto di vita o di morte. A quanto pare invece tale onore non solo è concesso anche ai “delinquenti”, ai capi di stato, ai dittatori, ma anche ai giornalistigiornalai a quanto pare. Proseguendo nella retorica si incappa in un termine che a suo giudizio avrebbe potuto cambiare l’esito della morale: il termine lambiccare. Chiederei lui cosa significhi esattamente il termine lambiccare, questa parolona con la quale il lettore carpisce l’effettivo valore di una persona più abituata a parlare che forse a scrivere, o viceversa? Fa nulla se l’articolo è particolarmente ilare e assurdo, ma ora che il lettore è incappato nel termine lambiccare, non può fare a meno di ammirare la luce che avvolge il giornalistagiornalaio come se fosse un eletto, una sorta di messia alla luce di quanto detto sul diritto di vita o di morte. Recita infatti il testo: “Mentre i politici si lambiccavano per celebrare i fasti del “mito Ferrari”…” Ancora questo astio tra virgolette. Capita a volte di non potersi permettersi una Ferrari, ma discriminare così quella che davvero è un vanto per la Nazione pare eccessivo; che il nostro luminare del giornalismo sia anche antipatriottico? A giudicare l’odio dettato contro quei politici lambiccanti si direbbe un anarchico, dentro il cui cranio regnerebbe il caos politico e psichico come effettivamente si può notare da tutte queste contraddizioni. Il gran finale lo esercita tramite una sorta di timore reverenziale nei confronti di Enzo Ferrari, nel quale immagina la scena del Drake che prende a calci nelle terga (non sarebbe professionale scrivere sedere in un quotidiano) il proprietario insano che tanto danno ha recato alla comunità. Non so se ha mai avuto occasione di assistere ad un rally anni fa, nel quale un intero gruppo di veicoli fu abolito dalle competizioni per l’eccessivo numero di incidenti risultati fatali, ma di quelli non ne parla più nessuno; nemmeno con false morali di questo tipo. Per quanto riguarda il Drake che prende a “calci nel sedere” –testualmente scritto- sarebbe carino e quantomeno doveroso chiedere anche il parere del ferrarista coinvolto nel fattaccio, ma da falso professionista quale mi definisco, manifesto umilmente il mio dubbio sul fatto che quest’ultimo non credo abbia poi tutta questa voglia di esprimere al Genio dell’articolo il suo pensiero; e forse è anche meglio così. October 07 MOSTRO DI FIRENZE: La Rosa Rossa non è un ordine satanico come diffuso dall’informazione disinformativa dei mass media.
![]() Mostro, Mostro e ancora Mostro di Firenze. Mostri con la M maiuscola raggruppati non dalla perversa passione dell’uccidere, bensì dai presunti benefici che gli omicidi rituali infondono nei loro spiriti. Anime perse, votate al male. Spesso però vi è molta difficoltà affermare con certezza cos’è bene e cos’è male. Quelli che per noi risultano efferati delitti al limite della bestialità, per taluni potrebbero essere strumenti per arrivare ad un fine supremo, al limite del divino. Analizzando l’anatomia dei delitti infatti si riscontrerebbero elementi di una spiccata matrice esoterica. Gli esecutori o/e mandanti navigherebbero nell’occulto con una certa dimestichezza in quanto è oramai risaputo, non solo dalla stampa alternativa, ma anche tramite l’ex capo della mobile di Firenze nonché dirigente della SAM, la squadra antimostro Michele Giuttari: con certezza i delitti seguono un ben preciso rituale. Come in altri analoghi delitti di altre epoche, vedesi ad esempio nell’era vittoriana i delitti di Jack lo squartatore, il modus operandi era sempre lo stesso, l’elemento comune era il sesso e culminava con l’asportazione di feticci pubici e mammellari. Molte le analogie e molti i misteri legati all’insabbiamento dell’inchiesta da parte delle autorità e dai più alti funzionari di governo. Ma a che scopo e soprattutto: a cosa si ispiravano questi rituali?
Sono in molti a credere che l’escissione dei pubi e dei seni sia riconducibile a rituali satanici; questo è anche in parte dovuto all’errata informazione da parte dei mass media. Non si tratta infatti di Satanismo, e si badi che non a caso non ho scritto “si tratterebbe”, anche se il confine fra la realtà satanica e la magia pratica è senza dubbio molto labile; piuttosto si ricollega ad una frangia estremista della magia cerimoniale. Un alto livello di conoscenza da parte di maestri alchimisti potentissimi e notevolmente influenti. Persone colte e dalla mente molto raffinata. Se si considerano le analogie nei delitti di Jack lo squartatore e del Mostro di Firenze, noteremo che da varie fonti più o meno alternative e ufficiali, fu, ed è tuttora un unico gruppo di persone ad aver armato la sete di sangue di ignari personaggi dalla mente piuttosto labile, per poi in un secondo tempo guarire, tramite l’energia sprigionata dai feticci, malattie inguaribili di carattere fisico e psichico. Non solo però tale energia servirebbe a scopi guaritivi; a volte possono essere riti di propiziazione, un modo occulto di comunicare "il territorio è consacrato" per realizzare secondo superstizione un buon esito riguardante un progetto. Il gruppo al quale farebbero parte queste persone colte ed influenti “si chiamerebbe” Ordine della Rosa Rossa, ribattezzato dalla giornalista romana Gabriella Pasquali Carlizzi “Ordine della Rosa Rossa Indipendente e Rettificato” (ORRIR). Ma che cos’è di preciso questa Rosa Rossa? Da dove viene? Sempre secondo la giornalista si tratterebbe della più pericolosa, potente e antica “schola esoterica” di tutti i tempi, e non si può fare a meno che concordare, in quanto la Rosa Rossa, nell’antichità sarebbe stata una delle tre filiazioni interne all’Ordine dell’altrettanta potentissima Alba Dorata (la Golden Down) di L. Mathers. Successivamente a capo della Golden Down vedremo il satanista e perverso Aleyster Crowley, ed ecco che da questo punto in poi della storia l’odierna RR verrebbe battezzata come satanica, ma nulla di più sbagliato. La RR ha solamente preso in prestito alcuni rituali della Golden Down dopo la maestria del mago nero Crowley, il quale peraltro autorizzò ed incentivò l’utilizzo del sacrificio umano, durante il quale si dovrebbero sprigionare potentissime energie da incanalare ed utilizzare in un secondo tempo a scopi curativi. Se si uccide brutalmente –almeno secondo quanto asserì Crowley- durante l’atto sessuale, tali energie sarebbero ulteriormente amplificate a beneficio di quei sacerdoti o maestri incaricati a manipolarle per conto dei committenti; e questi ultimi non ci sarebbe da stupirsi più di tanto se emergesse il fatto che potrebbero anche non essere a conoscenza di quanto accade; pagano l’elisir curativo e basta. Per questo tipo di rituali anche l’arma del delitto sarebbe impregnata di quell’energia tanto ambita dai maestri, ragion per cui sia nei delitti di Jack, sia in quelli del mostro di Firenze, non fu mai ritrovata… e nemmeno in altri casi italiani più o meno eclatanti. Tornando al torbido retrostoria dei fatti e degli accadimenti, l’alba Dorata (Golden Down) subisce una scissione da parte dell’ordine della Rosae Rubae et Aura Crucis (Rosa Rossa + Croce d’Oro) che prese in prestito alcuni rituali di Crowley, ma quelli inerenti al sacrificio umano e ai suoi poteri mistici furono ripresi successivamente da una “sottofiliazione” ad opera di maestri impazziti e deviati verso la dissoluzione pronti a procurarsi senza scrupoli propiziazioni dalle energie della natura tramite gli omicidi sessuali, chiamata appunto Ordine della Rosa Rossa Indipendente e Rettificato (ORRIR). Ma quello che trae in inganno è che nonostante l’omicidio rituale sia collettivamente associato ad un efferato crimine, non si tratta di Satanismo solo perché nell’albero genealogico dell’ORRIR si é annoverato Aleyster Crowley, bensì di un’alchimia pura e completa rispetto a quella che il nostro senso civico ci porta a definire “consentita.” Si mormora –sempre secondo la Carlizzi- che della Rosa Rossa farebbero parte non solo alti funzionari di stato, politici internazionali e Agenti dei servizi (non si dimentichi che l’ORRIR è di origine inglese e se si parla di Inghilterra si parla di CIA, e la Toscana ha una notevole infiltrazione inglese sul territorio) decisi in tutto per tutto ad attuare un piano, “una grande opera personalizzata a loro immagine e somiglianza” (n.d.a.) mediante l’incanalamento e la manipolazione dell’energia neutra e intensissima che si sviluppa dagli stati emotivi violenti ed altrettanto intensi (un orgasmo al culmine interrotto dalla morte non immediata ad esempio).
Se tutto si basa su precisi simboli e rituali (nomi di persone, luoghi, date), anche le armi dei delitti siano state precedentemente sottoposte ad una sorta di “benedizione” per commettere le loro nefandezze; e si stia certi che sicuramente anche per altri delitti che verranno, e che magari col MdF apparentemente non avranno nulla a che fare, l’arma sarà sempre la stessa Beretta calibro 22 Long Rifle esplodente munizioni Winchester con contrasegnata la solita lettera H. Attenzione dunque agli omicidi (o ai suicidi) archiviati in fretta e furia, agli insabbiamenti e alle controversie misteriose della logica dei modus operandi, in quanto a volte nulla è casuale. Si faccia attenzione ad esempio se in un apparente caso di suicidio il corpo viene trovato all’hotel “Le Rose” in una certa data, magari complici i mass media, i quali nelle riprese, come “modo di comunicare agli addetti ai lavori” si inquadrano rose rosse poste da qualcuno, soprattutto col gambo spezzato, perché tutto questo è un linguaggio comprensibile solo a chi sa, e non a chi crede di voler sapere. M.M.
M.M. August 24 UNA TERRAZZA E IL CIELO STELLATO: Hotel du Lac a Varenna: una terrazza che tocca il paradiso.![]() Spesso le decisioni dell’uomo e le azioni che esso intraprende giorno per giorno sono strettamente legate alle situazioni e all’armonia che certi paesaggi infondono nella sua mente e nel suo spirito. Le terrazze divengono spesso luogo di meditazione, relax, a volte di vere sonnolenze o di esaltazione. Luoghi in cui ci si sente protetti, irraggiungibili, fautrici di un nostro alter ego stabilizzato in una doppia vita raffinata e lontana dagli affanni; luoghi in cui si prendono decisioni all’ombra di un tendone e di un cocktail, luoghi in cui spesso una donna fa da cometa al corollario stellato di un paesaggio mistico e dominante. Quante decisioni prese su quella terrazza, quante parole, telefonate, inquietudini, personaggi più o meno famosi, riflessioni e letture. Quasi sempre è un avamposto fra la terra e il paradiso. Soprattutto la notte, quando il lago quasi rasente riflette lo sguardo della luna, i colori delle finestre delle case che in lontananza che si scorgono come piccoli fari, fra il guizzo di qualche cavedano che dall’acqua piatta emerge come se volesse godere anche lui di un paesaggio alieno al suo abitat naturale. Parole che solo il silenzio sa esternare. Le terrazze sono il tramite fra sogni e paesaggi da sogno. Fra esse spicca sulle romantiche sponde del Lario la terrazza dell’hotel du Lac, un 4 stelle posizionato in riva al lago nella città di Varenna, la nuova perla. Gustando un ottimo caffé si può scorgere di fronte Bellagio e spaziare con lo sguardo a grandangolo. Gommoni, battelli e motoscafi in una brezza fresca ed eccitante transitano al di sotto ammirando la splendida posizione dell’hotel di una città che assomiglia a Santa Margherita Ligure. Quiete e calore sono espresse dai tavoli sui quali candide tovaglie rendono unica e raffinata l’atmosfera da “Dolce Vita” anni sessanta, quando sontuosissimi e potenti motoscafi Riva tutti in legno da Como e Cernobbio arrivavano carichi di Vip. Quando decapottabili fuoriserie tutte curve rombavano guidate da gentiluomini incoppolati e con i guanti, pronti ad aprire la portiera in un estremo gesto di cavalleria alla lady al loro fianco. Quando ancora si poteva bere dalle fontanelle, mangiare i fiori di zucca che sbucavano dai cancelli delle ville da sogno che incorniciavano la città. Quando ancora oggi dagli splendidi giardini di Villa Monastero e Villa Cipressi, antiche residenze di nobili milanesi, si possono ascoltare concerti notturni e opere liriche che conformano il tutto in un’aura di esclusività; note sotto le stelle per comunicare con una luna complice e innamorata. Una terrazza da cui interagire con Cupido, a lume di una candela, mentre dalle sponde illuminate fuochi pirotecnici da favola rifrangono i loro bagliori colorati nelle acque del centro lago. Una terrazza che mantiene ciò che promette, dalla simpatia della sua dolce ed infaticabile proprietaria, al sorriso sincero di Gaetano, colui che è incaricato di occuparsi degli ospiti, un angelo custode serio ed efficiente. Angeli come lui si possono oltremodo riscontrare nell’affascinante bar lady londinese Janet, alla quale va tutta la mia gratitudine per l’amore che ci mette nel preparare cocktails e vivande; una sorta di totem senza il quale l’albergo non sarebbe lo stesso. Due fiori colorati nel giardino reale. Un luogo in cui si possono rivivere situazioni d’altri tempi, da veri intenditori. Un luogo incontaminato dagli arricchiti rumorosi ed incompetenti, e tu ragazzo che da sempre scruti il cielo in solitudine, che vuoi scappare da questo contesto ancora puro come pochi ne sono rimasti al mondo, un giorno vedrai che l’astronave dei desideri non tarderà ad avvolgerti con il suo raggio di luce, coronando il tuo sogno e trasportandoti nello spazio-tempo in direzione di quasar sotto altre realtà metafisiche, verso la verità assoluta. Una verità che si annovera ancora nella tua inconsapevolezza, una verità che hai a portata di mano ma che dalla quale vuoi fuggire lontano. Percui ti dico che a bordo di quell’UFO che dal lago sorgerà, nel mezzo del tuo viaggio astrale senza minimamente spostarti da quella sedia in cui assapori il panorama ti accorgerai di quanto importante possiedi senza rifugiarti nelle Grandi Mele del nord. Di tutto cuore un grazie all’Hotel du Lac di Varenna. …Mauro… |
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